25-02-2025 ore 14:03 | Cronaca - Cremona
di Elena De Maestri

Ancora un suicidio in carcere a Cremona. La camera penale delibera lo stato di agitazione

Nuovo episodio di suicidio nella nella casa circondariale di Cremona. Il primo era avvenuto solo pochi mesi fa, il 3 agosto. Il secondo ieri, lunedì 24 febbraio. Il consiglio direttivo della camera penale di Cremona e Crema Sandro Bocchi torna a denunciare “drammatica situazione delle carceri italiane. Gli avvocati evidenziano a mancanza di un programma di serie riforme strutturali e di ripensamento dell’intera esecuzione penale e l’irresponsabile indifferenza della politica di fronte al dramma del sovraffollamento delle carceri e alla tragedia dei fenomeni suicidari. Il carcere di Cremona è arrivato ad avere una situazione tra le più critiche della Lombardia, con un tasso di sovraffollamento di oltre il 140 per cento”.

 

’Deliberato lo stato di agitazione’

“Il personale penitenziario è carente e in difficoltà a sua volta, sia per quanto riguarda gli agenti di polizia sia per quanto riguarda il personale delle aree educativa e sanitaria. La camera penale della Lombardia orientale Giuseppe Frigo, di cui la nostra è sezione, ha deliberato pochi giorni fa lo stato di agitazione proprio perché  “non ci rassegniamo e chiediamo con forza di tutelare la vita e la dignità delle persone detenute“.

 

Esortazione alle forze politiche

“Noi avvocati della camera penale ci siamo sempre stati, ci siamo ancora in questo drammatico presente e ci saremo sempre, accanto ai nostri assistiti e per promuovere e tutelare il rispetto della legge e in particolare dei diritti fondamentali dell’uomo come riconosciuti e descritti nella Costituzione e nelle convenzioni internazionali, vigilando sulla loro concreta applicazione. Esortiamo nuovamente le forze politiche sia del nostro territorio sia a livello nazionale a porsi concretamente il problema della drammatica situazione carceraria italiana e a trovarne soluzioni, con interventi immediati che possano rendere il carcere un luogo in cui resta viva la parola futuro”.

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