08-11-2012 ore 10:11 | Cronaca - Crema
di Riccardo Cremonesi

Due operai indiani di 22 e 25 anni sono stati arrestati dai carabinieri di Crema con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di studentesse cremasche di 17 anni

Due operai indiani, uno di 22 anni residente a Soncino ed uno di 25 anni residente a Casaletto di Sopra sono stati arrestati in flagranza di reato e trasferiti in carcere a Cremona a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crema. Pesantissima l'accusa: in concorso tra loro, violenza sessuale, pornografia minorile, tentata violenza privata e porto di arma bianca.

La denuncia della studentessa
"I due operai sono stati arrestati dai carabinieri di Crema ieri alle 11 - spiega il capitano Antonio Savino - all'esterno di un bar nei pressi di un istituto scolastico della città, durante uno specifico servizio teso alla verifica di una denuncia sporta da una studentessa di 17 anni, vittima di una violenza sessuale, consumata alla fine dello scorso anno scolastico".

Ricatti e molestie
"Minacciandola di divulgare il video del rapporto hanno tentato di far salire in macchina la ragazza attirata all’ultimo appuntamento da una compagna di classe anche lei ricattata e molestata. Sequestrata nella Fiat Punto intestata alla madre del primo indagato una katana, la spada dei samurai e tutti i supporti informatici in loro possesso: numerosi telefoni, un computer, una fotocamera, chiavi USB, schede memoria e schede telefoniche SIM varie utenze, sui quali sono state registrate immagini e video porno".

L'edificio in provincia di Bergamo
Secondo quanto riferisce il capitano dei carabinieri della compagnia di Crema "i video finora riscontrati, le dichiarazioni raccolte, confermano che i due indagati sono riusciti a condizionare il comportamento di diverse studentesse della stessa classe di un istituto superiore della città. La ragazza che ha sporto denuncia, fatta salire in macchina a maggio con l’inganno e la complicità di un’amica sarebbe stata costretta a pratiche sessuali all'interno di un edificio in provincia di Bergamo".

Le minacce
"Almeno una delle due amiche che le hanno portato le minacce di pubblicazione dei video sul web e della notizia dei rapporti alle famiglie a sua volta avrebbe subito un’aggressione che, registrata, l’avrebbe costretta a lasciare il fidanzato ed a collaborare per agganciare la diciassettenne. Per verificare l’entità dei fatti - conclude Savino - sono necessari ulteriori accertamenti".