29-10-2012 ore 18:14 | Cronaca - Crema
di Riccardo Cremonesi

Tenta di sfuggire all'arresto gettando la cocaina dal finestrino dell'auto. Bloccato dai carabinieri, pregiudicato cremasco è stato arrestato e processato. Condannato a 16 mesi di reclusione

Nella notte tra sabato e domenica, alle 4.30, in via Aldo Moro a Chieve, i carabinieri di Bagnolo Cremasco hanno fermato dopo un breve inseguimento l’Audi A3 condotta da un noto pregiudicato che, avendo notato i militari, ha gettato dal finestrino un involucro, poi recuperato, contenente nove dosi di cocaina, per 6 grammi complessivi. L’uomo alla guida, Davide V. 37 anni, residente a Castelleone, era già stato diffidato dai carabinieri della compagnia di Crema. Un ammonimento risalente al settembre dello scorso anno e caduto nel vuoto.

L'arresto e la direttissima
"Per la sua condotta - spiega il capitano Antonio Savino - ritenuta socialmente pericolosa, che desta sicuramente sospetti e per la detenzione ai fini di spaccio è stato arrestato dai carabinieri e posto a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crema". Dopo aver trascorso il fine settimana in camera di sicurezza, stamattina l'uomo è stato processato per direttissima presso il Tribunale di Crema. Il giudice Maria Stella Leone l'ha condannato alla pena di 16 mesi di reclusione da scontare agli arresti domiciliari ed al pagamento di una multa di 2.000 euro.

I precedenti
Recentemente gli era scaduto l’obbligo di presentazione in caserma a Castelleone quale strascico delle precedenti condanne. Già arrestato in flagranza a Casalbuttano, nel marzo del 2011 e quindi a Cremona, nell’ambito di una vasta indagine dei carabinieri del comando provinciale, nell’ottobre 2002, sempre per violazioni alle leggi sugli stupefacenti.

Danneggiamenti e minacce
Secondo il capitano Antonio Savino "risulta ampiamente e da tempo integrato nella rete illegale dello spaccio, a volte ha subito danneggiamenti e minacce, forse ad opera di correi oppure, non è possibile escluderlo, di familiari dei giovani del luogo che hanno avuto problemi conseguenti alla sua amicizia. Anche questa volta in macchina c'erano tre passeggeri: una giovane operaia di Chieve che forse stavano riaccompagnando a casa; un pizzaiolo di Genivolta ed un impiegato di Soresina, entrambi con qualche significativa esperienza per stupefacenti".