Anche i Verdi si dissociano da Inside/Out. Ardigò: “idea buona ma realizzata male sporcando la città e con i volti dei soliti che hanno approfittato per farsi pubblicità”
Colpo di scena nella vicenda politica che da settimane ruota attorno al progetto Inside/Out. La campagna di sensibilizzazione al diritto di cittadinanza per i figli degli extracomunitari che sabato ha visto l’affissione in diversi luoghi della città di 200 manifesti raffiguranti volti di cremaschi. Fortemente voluta dall’assessore Paola Vailati e difesa strenuamente dalla giunta, tanto che la presentazione dell’iniziativa vide schierate le tre donne della giunta, con la quarta, il sindaco, a firmare di pugno il comunicato stampa.
Anche i Verdi si chiamano fuori
Ma adesso anche parte della sinistra cremasca si dissocia dall’iniziativa. Sono i Verdi di Gianemilio Ardigò che in fase di presentazione avevano appoggiato il progetto e adesso se ne chiamano fuori. “Pur rimanendo convinti che Inside/out sia una coraggiosa iniziativa della giunta amministrativa verso una integrazione e una nuova cultura sociale – scrive Ardigò - non approviamo l’esecuzione della stessa nel come è stata effettuata e realizzata”.
I solito volti noti
“Risulta essere una grande e goliardica messa in scena per una pubblicità, non più gratuita, che alcuni opportunisti locali hanno con soldi pubblici sfruttato per la loro immagine. Pensavamo che i volti fossero tutti anonimi e che le immagini risultassero posizionate in punti strategici della città senza creare distrazioni viabilistiche lasciando i manifesti alla portata degli atti di vandalismo e sporcandone le mura e le pareti”.
Idea troppo confusa, ci dissociamo
“Come sempre avviene in questi casi risulta corretto prendere posizione in quanto vi è la concreta possibilità che i cittadini fraintendano l’iniziativa, passando a un pericoloso rifiuto che non porta da nessuna parte e non aiuta il già fragile equilibrio dell’integrazione. Pertanto i Verdi Europei, favorevoli da sempre ad iniziative sulle diversità, si dissociano da tale realizzazione mediatica che non ha raggiunto l’obiettivo previsto creando malumori e una nuova ondata, come se fosse necessaria, di contro – manifesti causa l’uso inappropriato di soldi pubblici”.