24-10-2012 ore 13:14 | Cronaca - Crema
di Ramona Tagliani

Rete Scuole e Nonunodimeno, "no all'aumento da 16 a 24 ore settimanali". Docenti cremaschi pronti alla mobilitazione

Si affidano ad una citazione di Luigi Einaudi gli insegnanti di Rete Scuole Crema e dell’associazione Nonunodimeno, per affermare con forza tutta la propria contrarietà alla proposta di aumentare l’orario di insegnamento settimanale da 16 a 24 ore: “Gli insegnanti, il cui orario settimanale è andato via via aumentando, sono diventati delle macchine per vendere fiato, ma la merce fiato perde in qualità tutto ciò che guadagna in quantità. Chi ha vissuto nella scuola sa che non si può vendere impunemente fiato per 20 ore alla settimana”.

Le 24 ore settimanali
A decorrere dal 1 settembre del prossimo anno, normativa contenuta nella Legge di Stabilità, l’orario di impegno per l’insegnamento del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado, incluso quello di sostegno, è di 24 ore settimanali. Quando, pochi giorni fa, sono cominciate a circolare le prime indiscrezioni sulle misure ‘scolastiche’ della nuova Legge di stabilità molti docenti hanno pensato a un errore, oppure a una provocazione.

Violento strappo
Eppure la comunicazione è chiara e non ammette interpretazioni: i docenti cremaschi sono sicuri che si tratti del "più violento strappo nelle relazioni tra governo e sindacati sulla scuola che si sia verificato in Italia nell’intero dopoguerra. Dovremmo quindi supporre che per avere una cattedra si dovrebbero trovare 24 ore di insegnamento di una o più materie affini - anche senza abilitazione - in una sola scuola o in più scuole. Se invece le ore saranno fra diversi istituti lontani tra loro, sarà praticamente impossibile riuscire a strutturare un orario normale per i docenti coinvolti”.

Solo brutale risparmio
“Per come la si conosce finora la norma sulle 24 ore sembra ispirata a una logica di mero e brutale contenimento dei costi e di fatto c’è in atto il tentativo di cancellare il contratto di lavoro che regola orario e retribuzioni. È una scelta sbagliata dal punto di vista della sua sostenibilità psico-fisica da parte degli insegnanti, perché chi minimamente conosce il mondo della scuola, sa che gli attuali carichi di lezione non possono essere aumentati facilmente”.

Su la testa
“Sarebbe l’ora di alzare il capo dai registri e distogliere gli occhi dai nostri ragazzi - spiegano i docenti di Rete Scuole - per occuparci anche del nostro mestiere in chiave globale. Vorremmo che la scuola tornasse al suo pilastro fondamentale, occuparsi del progetto educativo in modo professionale e aggiornato è per questo che nasce questo appello in esso chiediamo la mobilitazione generale del personale della scuola, perché oggi nessuno deve stare a guardare”.

Uno sciopero unitario
“Nei prossimi giorni è necessario che tutte le organizzazioni sindacali promuovano in modo unitario uno sciopero di tutta la categoria e una grande manifestazione nazionale del mondo della scuola per riempire tutte le piazze del nostro Paese insieme con gli studenti, per difendere la scuola pubblica e il diritto allo studio. Non solo invitiamo tutti i colleghi a presentare mozioni, contro questa proposta, in tutti i Collegi Docenti. Inoltre vanno studiate altre forme di mobilitazione e di protesta”.