Gianluca Giossi, capogruppo del Partito Democratico, spiega come affrontare la vicenda del ‘Centro di culto islamico’: “da un piano prettamente amministrativo”
“Continuiamo a leggere sulla stampa di interventi e dichiarazioni che rischiano di creare solo confusione e trattare una questione da un punto di vista che non esiste”. Così Gianluca Giossi. Il capogruppo del Pd in consiglio comunale dice di augurarsi che, “dopo i chiarimenti del Sindaco, certi interventi del tutto inappropriati e fuori “tema” possano cessare così da permettere di poter affrontare la questione, anche per l’opinione pubblica, per ciò che realmente è”.
Il piano prettamente amministrativo
“L’invito che mi sento di fare, già espresso anche dal presidente del consiglio comunale, è che la richiesta della comunità islamica, più volte portata all’attenzione dell’amministrazione in questi anni, va affrontata da un piano prettamente amministrativo. Innanzitutto la terminologia: si tratterebbe di un luogo di culto, non di altro. Terminologia necessaria per ripristinare un po’ di ordine. Inoltre la richiesta della comunità all’amministrazione non era obbligata. Nasce da una situazione dettata dall’esigenza di trovare un altro spazio rispetto a quelli utilizzati in questi anni. Spazio che comunque potrebbe rimanere privato e non necessariamente pubblico, ma per il quale la comunità ha ritenuto comunque opportuno passare attraverso l’amministrazione. Un gesto che va nell’ottica di trovare con l’amministrazione comunale una collaborazione, che va proprio nella direzione di rafforzare e favorire l’integrazione. Di fatto parte dalla comunità la proposta di collaborazione!”
Le ridicole accuse
“Rispetto alle accuse di non aver accennato della cosa in campagna elettorale – aggiunge Giossi - credo francamente che stiamo rasentando il ridicolo. A questo punto avremmo dovuto inserire nel programma tutte le richieste di enti, società, associazioni e quant’altro che avremmo potuto prevedere potessero arrivare negli anni. La questione in merito, oltre a dover essere ridimensionata, dovrebbe essere affrontata con maggior serietà, soprattutto per rispetto della città che, certo, ha altre priorità e non ha bisogno di allarmismi e discussioni francamente inutili”.
La praticante islamica
“Un ultimo appunto: è veramente triste e segno di poco rispetto della persona citare, da parte di consiglieri di minoranza, il nome di una nostra candidata nelle liste PD solo perché praticante la religione islamica. Questo è un segnale di intolleranza che non può essere accettato, tanto più quando proveniente da chi si erge, a parole, a paladino della democrazia” conclude l’esponente del Pd.