Centro Culturale Islamico. Piazzi: "lo Statuto non prevede un referendum, però c'è il Pgt, le regole sono chiare. Nel caso non bastassero, c'è il sacrosanto dovere di sentire i cittadini"
Il Piano di Governo del Territorio è uno strumento flessibile e che può essere cambiato. Farlo significa andare a toccare delicati equilibri. Mesi fa Renato Ancorotti sollevò il primo dubbio sulla bontà del Pgt a causa della cessione del 50% dell'area in alcune zone della città. La vicenda si arenò in consiglio comunale: le parti si ripromisero di approfondire e tornare sull'argomento. Nessuno sembrò intendere l'antifona. Ieri s'è tornati sulla questione: parlando della volontà del centrosinistra di realizzare un centro culturale islamico in città Simone Beretta ha imputato alla maggioranza di non aver voluto ascoltare Renato Ancorotti. Ecco il passaggio chiave: "è una maggioranza capricciosa, che non definisce una strategia e non crea le condizioni perché si possano insediare nuove imprese e nuove opportunità di lavoro. E’ una giunta che non capisce che la risposta ad un crescente bisogno sociale lo si fa dando risposte concrete all’imprenditore Ancorotti quando propone di modificare alcune norme del PGT per tentare di favorire l’insediamento di nuove realtà produttive e creare nuova occupazione e nuova ricchezza".
L'estensore del Pgt
L'estensore del Pgt è Massimo Piazzi: l'ex vicensindaco ritiene necessario intervenire sulla vicenda per fare chiarezza anche se ora appare piuttosto distante dal partito che ha rappresentato per cinque anni lavorando in seno alla maggioranza di Crema come assessore all'urbanistica. Per il suo lavoro nell'estensione del Piano di Governo del Territorio venne aspramente criticato ma ripetutamente e pubblicamente lodato dal sindaco Bruno Bruttomesso, all'epoca in rotta con altri colonnelli della maggioranza, figuriamoci dell'opposizione.
L'interpellanza di Ancorotti
La vicenda è intricata, quindi andiamo per gradi. Quest'estate, alla fine di luglio Renato Ancorotti ha concentrato la propria attenzione sul Pgt, presentando un'interpellanza dedicata alle nuove zone produttive. Il consigliere del PdL si lamentava dell'articolo 20.2 delle 'Norme tecniche del Piano delle Regole', in merito alla "Cessione gratuita all’amministrazione comunale del 50% della superficie territoriale dell’area perimetrata per la realizzazione di infrastrutture di interesse pubblico o come forma di compensazione e mitigazione ambientale". Secondo l'imprenditore cremasco "la cessione è in aggiunta rispetto a quanto previsto dalla Legislazione Regionale per la cessione delle aree destinate a servizi pubblici". La conseguenza sarebbe "il rischio di veder lievitare i costi per la costruzione di nuovi insediamenti produttivi rispetto alla media nazionale. Una situazione che non farebbe altro che rallentare ulteriormente la ripresa e lo sviluppo del nostro territorio".
Aree private e valorizzate
"In realtà - spiega Piazzi - questa norma non determina un aumento dei costi". In che senso non danneggia o non mette in difficoltà un imprenditore? "Primo perché sono zone private; nel caso venissero messe in vendita, i proprietari potrebbero offrire un'area valorizzata, passata da agricola a produttiva. Il vincolo della cessione ovviamente influisce in modo positivo, per il compratore, sul prezzo". Ad incrementare quella che Piazzi ritiene essere una buona operazione, il fatto che la collettività possa ottenere in cambio dei servizi nel momento in cui il proprietario di una di queste aree abbia intenzione di procedere all'ampliamento dell'insediamento produttivo.
Le tre aree
Attualmente sono tre le aree che appartengono a questa tipologia: una riguarda Agrimeccanica, appena dopo il ponte del Serio, sulla Paullese ed è un'attività sorta in un contesto urbanistico molto particolare, a contatto diretto con la zona di esondazione del Serio. I proprietari non avevano bisogno di avere il 100%, perché su una parte è impossibile costruire. Al Comune è parso utile procedere alla variazione per acquisire la possibilità di realizzare una ciclabile. La seconda è nel Pip, nel quartiere di Santa Maria, una zona leggermente ampliata, perché nel Pgt è prevista la realizzazione di un tratto di tangenziale, a nord dell'insediamento industriale, attualmente servita poco adeguatamente. Infine, un'area nei pressi della Girandola, tra Crema e Bagnolo Cremasco; in questo caso ci saranno opere di mitigazione ambientale, in quanto un ampliamento industriale deve andare di pari passo con l'aumento del verde.
Lo stupore
"Ricordo ad Ancorotti e a chi l'ha consigliato sul tema che tra Crema e Bagnolo Cremasco abbiamo un piano d'area con centinaia di migliaia di metri quadri che potrebbero essere usati per nuovi insediamenti, che darebbero uno sviluppo effettivo al territorio. Sorprende - aggiunge che l'ex assessore ai lavori pubblici - che anche Beretta richiami la vicenda. Conosce perfettamente il percorso del Pgt, tra l'altro da lui approvato".
Il centro culturale islamico
Che la vicenda sia legata alla realizzazione del centro culturale islamico? Piazzi spiega che in materia era stata ripresa "la normativa regionale, molto chiara". La legge 12 stabilisce che tutti i luoghi destinati al culto debbano essere realizzate in aree appositamente definite dal Piano dei servizi. In questo momento, come spiegato anche da Agostino Alloni, a Crema non è previsto, pertanto andrebbe modificato il Piano. Per Piazzi non è un'operazione semplice.
Tra Ombriano ed i Sabbioni
Al momento sono tre le aree che potrebbero essere interessate dalla realizzazione del centro culturale: tutte tra Ombriano ed i Sabbioni. "Via Roggia Comuna - sostiene Piazzi - non è compatibile. In via Rossignoli il problema riguarda aree con privati e la situazione si complica. Invece in via Delle Fosche il Comune dovrà valutare l'opportunità, visto che è un'area che presenta elementi di compatibilità con la richiesta".
Le norme tecniche
"Il tema è molto delicato - conviene l'ex vicesindaco - e non credo sia necessario partire da una variazione delle norme del Pgt. Alloni parte da un presupposto: vuol fare il centro islamico. Se così non fosse direbbe che le norme tecniche lo impediscono, come del resto ha fatto in passato".
Il parere dei cittadini
"Gli islamici - spiega Piazzi - hanno un posto per pregare, gli abbiamo concesso delle strutture comunali. Se si sentono precari, facciano in base alle normative. Il problema è che l'amministrazione vuole fare un favore agli islamici: è una scelta politica. E' un argomento su cui la cittadinanza, immagino, avrà qualcosa da dire. E' chiaro che lo Statuto non prevede un referendum, però c'è il Pgt e le regole sono chiare. Nel caso non bastassero, c'è il sacrosanto dovere di sentire i cittadini".