15-10-2012 ore 23:29 | Cultura - Musica
di Rebecca Ronchi

Una domenica di cultura e solidarietà per i Rotary cremaschi e per il Centro diocesano Lucchi in visita alla diocesi di Mantova duramente colpita dal terremoto di maggio

E’ stata una domenica all’insegna di cultura e solidarietà, quella che ha visto protagonista a Mantova la città di Crema, con la visita al museo diocesano, guidata dal direttore monsignor Roberto Brunelli, e alla basilica di Santa Barbara, animata dal rettore monsignor Giancarlo Manzoli. Il rinfresco nella casa capitolare della cattedrale, con la Confraternita del salame mantovano ed il grande concerto serale nella basilica palatina di Santa Barbara, alla presenza del sindaco Nicola Sodano e del vescovo Roberto Busti.

La risposta all’appello del vescovo
La decisione è scaturita dalla più piccola diocesi della Lombardia e più precisamente dal suo centro culturale: rispondere agli appelli di monsignor Busti e organizzare un concerto con raccolta fondi per S. Barbara, cappella di corte del palazzo ducale, così danneggiata dal sisma di maggio. Una proposta subito accolta dal vescovo di Mantova e dal rettore della basilica. E una proposta subito fatta propria dai 3 Rotary club cremaschi, rappresentati domenica dai presidenti Fabio Patrini, Ugo Nichetti e dal past president Marina Zanotti.

Un pullman da Crema
Da qui l’idea di organizzare un pullman che da Crema ha portato nella città una delegazione di oltre 20 persone, tra cui l’assessore al bilancio Morena Saltini in rappresentanza del sindaco Stefania Bonaldi. Presente, durante la visita guidata al museo diocesano, anche il governatore del distretto Rotary 2050, Armando Angeli Duodo. E decisamente conviviale il rinfresco offerto dal Rotary club “San Giorgio” di Mantova, coinvolto insieme agli altri omologhi sodalizi cittadini dal presidente del Rotary club Crema, Fabio Patrini. Fino al momento culminante della giornata.



Il concerto serale
Alle 21, la basilica di Santa Barbara era pressoché al completo. In apertura di concerto, i vari interventi istituzionali moderati da monsignor Manzoli: nell’ordine Toni Lodigiani (Console del Touring club italiano di Mantova, responsabile dell’apertura turistica della basilica), Nicola Sodano (sindaco di Mantova), Morena Saltini (assessore al bilancio del Comune di Crema), Fabio Patrini (presidente del Rotary club Crema) e Marcello Palmieri (responsabile settore musica del Centro culturale diocesano “Gabriele Lucchi” e corrispondente di Avvenire per la diocesi di Mantova”.

L’organista cremasco
Poi spazio alla “Missa in dedicazione ecclesiae” cantata in gregoriano e polifonia rinascimentale dall’ensemble vocale “Virgo vox” con il cremasco Pietro Pasquini all’organo “Antegnati” della basilica. Scenografici gli spostamenti della compagine vocale, che ha fatto risuonare tutti gli “spazi musicali” della grande chiesa: la controcantoria difronte all’organo, il coro in abside, i gradini del presbiterio, la grande loggia in controfacciata.

Le parole del vescovo
Nel cuore dell’esecuzione, prima del “Credo”, l’intervento di monsignor Busti: “Il terremoto ha distrutto le nostre chiese, divenute ora simboli di speranza”, ha detto. “E così, trovare i fondi per ricostruirle significa annunciare un futuro per le nostre comunità, e per i legami di cui hanno bisogno”. Il vescovo di Mantova ha poi proseguito ricordando il dolore di tante persone che non hanno più un luogo in cui ritrovarsi la domenica, in cui dichiarare davanti a Dio il loro amore, in cui salutare i loro cari defunti.



I danni del terremoto
E richiamando il tema dominante della serata, la musica, ha ricordato l’organo di Quistello letteralmente sventrato dalla caduta in chiesa, dopo aver sfondato il tetto, della “palla reggicroce” che ornava la facciata. Fino al ringraziamento per la diocesi di Crema e i Rotary club presenti, soprattutto a quelli cremaschi che hanno consegnato nell’occasione un contributo per i restauri di Santa Barbara.

Solidarietà dai Rotary
Al termine della serata, Patrini ha consegnato a sindaco e vescovo il guidoncino del Rotary club Crema, segno di vicinanza e solidarietà. E monsignor Busti si è espresso in termini di viva ammirazione per la compagine musicale invitata dai cremaschi: “grande amalgama vocale, uno dei migliori concerti a cui ho partecipato”, queste le sue parole. Un grande onore dunque per la delegazione cremasca, ritornata a casa stanca ma soddisfatta.