08-10-2012 ore 17:43 | Cronaca - Crema
di Riccardo Cremonesi

Giovane indiano irregolare obbligato a lavorare in nero. Denunciato dalla Guardia di finanza di Crema imprenditore agricolo di 54 anni. Il video

Gli uomini della Guardia di Finanza di Crema hanno denunciato all’Autorità giudiziaria M.B., imprenditore agricolo di 54 anni, con l'accusa di sfruttamento di manodopera in nero. Un giovane indiano di trent’anni si è presentato alla Tenenza di Crema per denunciare il datore di lavoro che dal 2003 lo impiegava nell’azienda agricola in condizioni di particolare sfruttamento rifiutandosi di regolarizzarne la posizione lavorativa.

Obbligato a lavorare in nero
I finanzieri, coordinati dal tenente Giovanni Salis, su mandato della Procura della Repubblica del Tribunale di Crema, nei giorni scorsi hanno perquisito la piccola azienda agricola cremasca. Durante il controllo le Fiamme Gialle hanno trovato il giovane indiano intento ad eseguire il suo lavoro. Alla domanda chi fosse l’extracomunitario, il datore di lavoro ha dichiarato “è mio figlio”. Ma incalzato di domande il cinquantenne ha dovuto ammettere la reale situazione dichiarando “lavora in cascina da un anno”.



Un giorno di riposo al mese
Dagli accertamenti effettuati e dalla documentazione raccolta, è stato appurato che il giovane indiano era costretto a lavorare in nero contro la sua volontà da circa 9 anni. Turni quotidiani di 10 ore, un solo giorno di riposo al mese e due settimane di ferie all’anno, una a Natale e l’altra ad agosto.

Lo stipendio
Periodi di ferie decisi esclusivamente dall’imprenditore che non permettevano all’uomo di far ritorno nel suo paese natale. Il tutto per una retribuzione di 1.000 euro al mese. E’ stato inoltre accertato che gli attrezzi utilizzati per svolgere il proprio lavoro dovevano essere acquistati a spese dell’extracomunitario, costretto inoltre a lavorare anche in caso di infortunio.

Il rifiuto del titolare
Costretto a vivere in ambienti fatiscenti attigui alla stalla di cui ogni giorno doveva prendersi cura, all’ennesima richiesta fatta al titolare si è visto negare la possibilità di essere regolarizzato con permesso di soggiorno approfittando della sanatoria che scade a metà ottobre. Grazie alla denuncia il giovane indiano otterrà il permesso di soggiorno per “motivi umanitari”.