29-09-2012 ore 19:51 | Politica - Crema
di Emanuele Mandelli

La proposta di Agostino Alloni di unire Crema a Lodi e Treviglio incassa adesioni bipartisan. Ma a imprese e lavoratori il tema sembra interessare poco

Va bene il sabato mattina che è tradizionalmente il momento della spesa, va bene che era anche il primo vero sabato mattino autunnale con pioggerella e temperature in calo. Ma non basta a spiegare la Sala degli Ostaggi praticamente deserta. Ai cittadini cremaschi del Consiglio comunale aperto per discutere del riordino delle province interessa davvero poco. E si che di temi, anche interessanti, ne sono usciti parecchi per la vita politica cittadina.

Proposte e nuovi assi politici
Non è stata tanto la girandola di città e territori proposti riassumibili sostanzialmente in tre scenari: Cremona – Mantova, Cremona – Mantova – Lodi e Crema – Lodi – Treviglio, con Pavia che ogni tanto entra nella discussione in una provincia che potrebbe ricalcare la Circoscrizione elettorale 3. Il dato politico sono stati gli inediti assi che sono venuti a crearsi.

Alloni radicale sostiene Crema – Lodi -Treviglio
La prima posizione, radicale, la mette in campo Agostino Alloni. La sua proposta l’aveva esplicata già in estate muovendosi per cercare contatti: non accorpamento ma riordino territoriale quindi un inedita provincia che metta assieme Crema, Lodi e Treviglio. Alloni prende una posizione netta: “qualunque sia la posizione che assumerà questo Consiglio comunale con la votazione dell’Ordine del giorno io manterrò questa istanza”, cioè andrò in Regione come consigliere regionale con questa idea.

Pd e Pdl cremonesi invece guardano a Mantova
La sua posizione irremovibile va in direzione opposta a quella che da li a poco esprimerà il deputato cremonese del Pd, stesso partito di Alloni, Luciano Pizzetti. “Volete sapere come finirà? L’esito finale sarà Lodi, Crema e Mantova”, sorvolando sulla sottigliezza che Pizzetti dica Crema e non Cremona, la cosa che conta è che il Pd cremonese esprime la stessa posizione che aveva espresso il presidente della provincia Massimiliano Salini poco prima.



Salini riconosce il peso del territorio cremasco
Già, l’intervento di Salini. Molto istituzionale ma con un dato assai interessante che emerge dalle parole con cui aveva aperto il suo intervento: “i dati del cremasco sono tra i più interessanti del territorio”, affermazione supportata dai dati che dicono che il reddito pro capite dei cremaschi è superiore a quello di Lodigiani e Trevigliesi. Ergo: non lasciamo andare via Crema perché è parte economicamente importante della provincia di Cremona.

Nasce l’asse Torazzi – Alloni
Quindi se da una parte l’asse dei cremonesi è saldo con Pdl e Pd che la pensano sostanzialmente nella stessa maniera, tra i consiglieri comunali di Crema succede una cosa particolare. Interviene, infatti, Alberto Torazzi, che sappiamo bene è anche parlamentare per la Lega Nord, e sostanzialmente dice le stesse cose di Alloni. Torazzi lo dice esplicando lo scontro con Cremona, “i cremonesi sembra che decidano dove andare solo in base a dove va lo schiavetto cremasco”, modo colorito per sottolineare quello che aveva detto Salini sul territorio di Crema come il più ricco della provincia.

Convergenze che si saldano anche fuori dall’aula
Da qui inizia un Consiglio comunale parallelo, fuori dall’aula. Alloni e Torazzi iniziano a parlottare fitto. Ai due, dopo il suo intervento, si aggiunge anche Gianni Risari. Alla fine la posizione di Alloni, quello spezzatino che, ribadisce il sindaco di Ripalta Guerina Gian Pietro Denti, da presidente della Consulta dei sindaci del territorio, a cui 115 sindaci della provincia hanno detto no in una riunione poche settimane or sono. Ma è indubbio che la proposta affascina in modo diverso settori politici e sociali cremaschi.

Mantova no. Troppo distante
Si affianca all’unione Cremona – Lodi come proposta più apprezzata. Mantova, cremonesi a parte, non la vuole nessuno. Troppo distante, troppo diversa. Simone Beretta del Pdl ricorda che la provincia di Mantova potrebbe sopravvivere con una piccola deroga, in fondo ha il numero di abitanti richiesto e a livello territoriale mancano solo 176 chilometri quadrati per essere in regola. E allora sia Cremona – Lodi. Un’unione che anche il Movimento 5 Stelle non dispiacerebbe per nulla. Ma sulla deroga a Mantova arriva la considerazione della senatrice del Pd Cinzia Fontana. Considerazione che dice che di deroghe sarà difficile che se ne facciano.

E anche Arpini sta con Alloni
Le strane convergenze venutasi a creare sono sempre più delineate. La posizione Alloni incassa anche l’appoggio di Battista Arpini, ovvero della lista di Agazzi. L’assessore regionale Gianni Rossoni considera che se Cremona andrà con Mantova allora Lodi con buona probabilità guarderà verso Pavia. La Circoscrizione 3 Lodi – Crema – Pavia non viene considerata più di tanto. Laura Zanibelli del Pdl mette in campo anche il territorio diocesano come confine.

Rifondazione e Pdl abbandonano l’aula al voto dell’Odg
In tutto questo si delinea un’ultima convergenza finale, tra Rifondazione Comunista e Pdl che abbandonano l’aula al momento del voto dell’Odg, a cui vengono aggiunti 4 emendamenti e che incassa poi l’unanimità.

L’Odg votato
Ecco uno sguardo all’Odg approvato che sostanzialmente chiede che si tenga conto delle istanze territoriali, del principio di omogeneità dei territorio e soprattutto, punto che provoca il non voto del Pdl, chiede che “si considerino gli interessi ed i legami imprescindibili del territorio cremasco con il limitrofo territorio lodigiano valutando per tanto anche la possibilità di territori diversi da quelli definiti”, insomma un punto per la proposta Alloni di riordino e non di accorpamento. Altro emendamento: la richiesta che l’elezione del presidente della provincia rimanga ai cittadini e non sia delegata ai sindaci.

Ma a imprese e territorio alla fine la discussione importa poco
Complicato? A giudicare dall’abbandono dell’aula da parte della decina di cittadini presenti all’inizio si. Ma complicato e di poco interesse anche alla luce di tre interventi che citiamo per ultimi ma che forse danno il peso di tutta la discussione. Sono quelli di Giuseppe De Maria, segretario della Cisl che parla a nome di tutti i sindacati; di Giulio Baroni, direttore dell’Autonoma Artigiani Cremaschi e di Giuseppe Zucchetti, direttore della Libera Associazione Artigiani di Crema, come dire il territorio produttivo. Sostanzialmente i tre dicono la stessa cosa: gli imprenditori, i lavoratori, i pensionati, sono poco interessati a dove andremo a livello di provincia ma vogliono sapere cosa si farà per le imprese e i lavoratori, perché non scordiamoci che tutto questo è stato fatto per tagliare costi di gestione degli enti per colpa della crisi e forse, alla fine, di costi ne saranno tagliati ben pochi.