Soncino, il comitato Italia Nostra racconta dei lavori in corso nell’area Lame Pendenti, un sito protetto dove sono state costruite delle piste ciclopedonali asfaltate
Il comitato Italia Attiva interviene nel dibattito che sta facendo molto discutere a Soncino. Lo fa tramite un comunicato di Ernesta Del Sarto che racconta la vicenda dei lavori in corso alle Lame Pendenti per la realizzazione di una serie di piste ciclo pedonali.
Ma quali piste ciclopedonali?
Ecco il testo del comunicato: “Più si scava cercando dati e riscontri che possano giustificare i lavori in corso e meno si capisce come un tale scempio possa essersi concretizzato sotto gli occhi di tutti. Le paroline magiche -piste ciclo pedonali con percorso protetto- hanno permesso l'erogazione di un finanziamento di 135.000 euro da parte della Regione che di fatto sono stati usati per strade carraie aperte “anche” a ciclisti e pedoni”.
Valorizzazione dello spazio rurale
“Tale finanziamento è stato richiesto ed elargito all'interno del: Progetto Sviluppo Rurale 2007/2013 - Codice misura: 313 Titolo misura: Incentivazione di attività turistiche e nell'ambito del progetto concordato d'area: Valorizzazione territoriale e salvaguardia dello spazio rurale nel circondario del cremasco”.
Grave danno ad un sito protetto
“Quale valorizzazione è stata eseguita se si è provveduto a danneggiare gravemente un sito già largamente protetto da norme specifiche stilate dagli enti coinvolti nelle autorizzazioni? Italia Attiva ritiene che questi dati dovrebbero bastare agli organi di controllo per intervenire e chiedere conto agli amministratori a tutti i livelli di risponderne nelle sedi preposte.
E i lavori vanno avanti
“Intanto i lavori si sono già compiuti visto che le cosiddette strade carraie -ciclo-pedonali fasulle- sono state asfaltate in attesa di una rotatoria che non si sa se vedrà mai la luce con conseguente danno ambientale e spreco di denaro pubblico. Tenendo in debito conto che il PGT del comune di Soncino è ancora sotto esame del Consiglio di Stato dopo il ricorso presentato dall'amministrazione soncinese alla sentenza del Tar di Brescia che ne decretava l'annullamento in data 8 giugno 2011”.