Duomo di Siena, scopertura straordinaria del pavimento. Fino al 24 ottobre sarà possibile ammirare l'opera a commessi marmorei, realizzata a partire dal Trecento
Al termine dell'esperienza, perché si tratta ben più di una visita, non si può far altro che esser d'accordo: “Il più bello, grande e magnifico che mai fusse stato fatto”. Così Giorgio Vasari descrive il pavimento del Duomo di Siena, strabiliante esempio di romano-gotico italiano riaperto al pubblico dallo scorso 18 agosto fino al prossimo 24 ottobre.
Formidabile ingegno
Resta dunque poco più di un mese per gustare un'opera di formidabile ingegno solitamente coperta da lastre di truciolato che ne conservino intatto il fascino e consentano di tramandarlo ai posteri, proteggendolo dai passi del milione di visitatori che da ogni parte del mondo, ogni anno sfiorano piazza del Campo per salire sino al duomo di Santa Maria Assunta, il complesso che comprende la Cripta, il Battistero e il Museo dell'Opera.
Le 56 tarsie
Iniziato a partire dal Trecento e definitivamente portato a compimento nell’Ottocento, il pavimento è composto da 56 tarsie, realizzate con la tecnica del graffito e del commesso marmoreo; tratteggiate sopra lastre di marmo bianco, con trapano e scalpello sono stati praticati dei piccoli solchi, poi riempiti con stucco nero prima dell'accostamento di marmi colorati: i cartoni preparatori furono messi a disposizione da grandi artisti, quasi tutti del posto, fra i quali spiccano Domenico di Bartolo, Domenico Beccafumi, Matteo di Giovanni e Sassetta. A rendere il tutto ancor più eccezionale il contributo, risalente al 1505, del Pinturicchio, autore del celebre Monte della Sapienza.
Dalla Lupa alle Sibille
Il percorso si snoda lungo le tre navate seguendo i temi relativi all'antichità pagana e classica. Dalla Lupa che allatta i gemelli ad Ermete Trismegisto, ritenuto il fondatore della sapienza umana, sino ai responsi delle dieci Sibille ed ai filosofi che hanno preferito la ricerca della profondità dell'animo umano all'accumulo della ricchezza del mondo. Al transetto ed al coro, invece, il compito di tramandare la storia del popolo ebraico e la ricerca della salvezza compiuta e realizzata attraverso Gesù Cristo, costantemente evocato ma mai rappresentato nel pavimento, seppur presente sull'altare, verso il quale converge e si completa l'itinerario religioso ed artistico.
La Libreria Piccolomini
Inserita nella navata sinistra del santuario, prima del transetto, a completare la visita al Duomo, la Libreria Piccolomini. Fatta costruire nel 1492 dall'arcivescovo di Siena, cardinale Francesco Piccolomini Todeschini, il futuro papa Pio III, nei secoli ha custodito un ricchissimo patrimonio librario raccolto dallo zio papa Pio II. Ciò che lascia letteralmente senza fiato è l'opera compiuta tra il 1502 e il 1507: gli affreschi di Pinturicchio, di Amico Aspertini e del giovane Raffaello Sanzio. La scopertura del pavimento, unita alle meraviglie che costellano la città ed il territorio, tra i quali segnaliamo Monteriggioni, valgono sicuramente un supplemento di ferie.