12-09-2012 ore 13:50 | Cronaca - Udine
di Riccardo Cremonesi

Arrestato ad Udine l'autore di furto commesso nel 2010 a Capralba. Il provvedimento gli è stato notificato in carcere. E' stato incastrato dalle indagini dei Ris

La sera del 4 ottobre del 2010 i militari cremaschi avevano compiuto un meticoloso sopralluogo all'interno di una villetta bifamiliare di Capralba visitata dai ladri. I malviventi si erano introdotti nella casa di un imprenditore scavalcando la recinzione e forzando una finestra. Il bottino risultò piuttosto corposo: circa 3 mila euro in contanti, gioielli, assegni ed un armadietto metallico contenente quattro fucili da caccia. Il danno, circa 10.000 euro, risultò coperto da assicurazione.

Le indagini dei Ris
Il minuzioso e dettagliato sopralluogo effettuato dai carabinieri nell'occasione, ha portato al sequestro della sottofedera di un cuscino, sporca di terra e con alcune macchie di sangue. Sottoposta ad accurati esami dai carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche di Parma, ha consentito di individuare materiale biologico riconducibile ad un uomo di origine albanese, Alfonc P., che ieri quando i carabinieri di Udine gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere ha compiuto 23 anni.

L'identikit
Come spiega il capitano Antonio Savino "il giovane, alto quasi 1 metro e 90 corrisponde alla descrizione fatta da diversi testimoni di furti commessi anche di notte ed in presenza degli abitanti, su una vasta fascia di questo territorio, da Soncino ad Agnadello, da Camisano a Soresina. Ha abitato a Milano, Inzago e Pioltello. L’armadietto con i fucili venne recuperato dopo qualche giorno dai carabinieri di Rivolta d’Adda in una zona periferica, boschiva, verso l’Adda".

I furti attribuiti
Arrestato di recente per altre vicende, l'albanese risulta operare nell’ambito di una banda composta da circa una ventina di connazionali, soliti frequentare un bar a Pioltello. I carabinieri ritengono che oltre al furto di Vailate abbia preso parte ad altri furti: "nel novembre 2010 tre furti in ville che gli sono state attribuite dai carabinieri di Latisana (Udine) e commessi in San Giorgio Nogaro; nel febbraio 2011, insieme a due complici, un furto in abitazione a Bergamo; nel maggio 2011 un furto al bar di Merlino attribuitogli dai carabinieri di Cassano che hanno ottenuto dal GIP di Milano l’emissione di un provvedimento nei confronti di una porzione della banda, a lui il provvedimento venne notificato quando era detenuto in carcere a Lodi; nel marzo 2012 il tentato furto in un'abitazione con l'arresto e l'acquisizione di materiale biologico utile al confronto raccolti dai carabinieri di Gorgonzola".

Il riconoscimento
"La ricostruzione di questi fatti - aggiunge il capitano Savino - gli è stata contestata con l’ordinanza emessa dal Tribunale di Crema, alla stregua delle indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Crema. Le attività proseguiranno: le foto degli altri componenti della banda saranno esibite dai carabinieri presso i quali i cittadini hanno a suo tempo sporto denuncia, pertanto chi è in grado di riconoscere le persone sorprese nei pressi dell’abitazione in occasione dei furti può fare richiesta di procedere all'individuazione fotografica".