Crema. Spaccatura in maggioranza sul riordino delle province. Bordo: "SeL preferisce restare con Cremona". Critiche a Bonaldi e Alloni
Si profila una nuova grana in maggioranza per io comune di Crema. Il rappresentante di Sinistra Ecologia e Libertà Franco Bordo ha più di una critica sulla modalità con cui i rappresentanti del comune di Crema, in questo caso il sindaco Stefania Bonaldi e il consigliere comunale e regionale Agostino Alloni, si sono presentati al confronto istituzionale per la riorganizzazione delle province.
In silenzio o confusi
Scrive Bordo: “E così Crema si è presentata silente e confusa al confronto istituzionale per la riorganizzazione delle Province. Apprendiamo dai giornali che il Sindaco di Crema è andato a Cremona solo per ascoltare senza portare alcuna posizione, mentre il Consigliere Regionale e Comunale Alloni avrebbe esposto ben cinque possibilità di scelta, sostenendo però lo spacchettamento dell'attuale Provincia di Cremona che, molto probabilmente, diventerà l'asse di riferimento del nuovo territorio provinciale". Bordo non lascia spazio ad interpretazioni: "Non ci siamo. Crema non può presentarsi ad un incontro istituzionale di tale portata in questo modo, non è così che si fa il bene della città e del territorio”.
Strategico rimanere con Cremona
“Sinistra Ecologia Libertà coglie l'occasione per ribadire che il confronto finalizzato alla riorganizzazione dei territori provinciali, e dei servizi ad essi connessi, dovrebbe essere portato avanti con modalità più trasparenti e coinvolgendo maggiormente i cittadini e tutte le forme organizzate che li rappresentano".
Rivendicare i servizi
SeL ritiene che Crema e il Cremasco debbano "rivendicare da subito che i servizi erogati nei vari campi (sociale, sanitario, previdenziale, scolastico, fiscale, abitativo...) non vengano messi in discussione dal riassetto territoriale, come già avvenuto per il tribunale a tal fine pensiamo che sia utile stringere un patto, un'alleanza con quello che diventerà il capoluogo di un vasto territorio, Cremona. Altro che divisioni e spacchettamenti”.
Elezioni ai cittadini e non per nomina
“Altro impegno che chiediamo a chi intende allearsi con noi, PD in primis, per governare insieme il cambiamento del Paese è quello di rivedere immediatamente la norma che prevede che i Presidenti e i Consigli delle nuove Province non vengano eletti dai cittadini: è fondamentale restituire a questi Organismi, che gestiranno importanti servizi e settori pubblici, la rappresentanza elettiva".
Inutili alchimie
"Ai cittadini - conclude Bordo - non servono alchimie e silenzi, ma un impegno chiaro per la tutela e il potenziamento dei servizi e progetti che ci permettano di cogliere le opportunità che arriveranno dalla nuova crescita, economica, sociale e culturale”.