Musica -
“Bono Vox Populi, così era scritto su uno dei tanti striscioni che addobbavano lo stadio Meazza per il secondo concerto degli
U2. Un concerto straordinario al quale hanno partecipato
80 mila persone provenienti da ogni parte d'Italia. Un evento atteso quattro lunghi anni. E' dal 2005 che Bono e compagni non tornavano a suonare in Italia.
Ed il frutto dell'amore del pubblico italiano per gli U2 è visibile sin dal primo mattino, quando iniziano a formarsi lunghe file davanti ai cancelli, che saranno aperti solo a metà pomeriggio, poco dopo le 16. Indimenticabile l'atmosfera creata del pubblico, che ha fatto il proprio ingresso allo stadio intonando le canzoni del gruppo irlandese.
L’artiglio, l’attesaLa vera novità di questo nuovo tour è la scenografia, con l’ormai celebre
The claw, un vero e proprio artiglio, a 360°, conficcato al centro dello stadio. Oltre ad una piattaforma centrale, la band ha avuto a disposizione una passerella più esterna, per avere un contatto più diretto col pubblico. Dopo ore e ore di attesa nel prato della Scala del calcio, con lo spettacolo maestoso degli anelli di San Siro che andavano lentamente a riempirsi, alle 19.30 arriva finalmente la musica, portata dall’esibizione dei
the snow patrol, il gruppo spalla.
U2Alle 21, il boato. Entrano
Larry Mullen, Adam Clayton, The Edge e per ultimo il frontman,
Bono Vox. Lo show è semplicemente spaziale, con giochi di luce alternati a forme e cascate di note. Uno spettacolo a 360 gradi, capace di coinvolgere tutto il pubblico. Nonostante il tour sia ancora all'inizio l’intesa della band è apparsa notevole; con un duetto acustico di
Stuck in a moment you can’t get out of, The Edge e Bono hanno ricordato quanto la musica può far emozionare.
Molto interessanti alcuni arrangiamenti adottati, con il suono ed il ritmo dei bonghi affiancati a sottofondi squisitamente
disco.
Scontato aspettarsi alcuni riferimenti ai problemi mondiali, d’altra parte è risaputo che questa band è sempre stata in prima fila a combattere le cause dei più deboli o a sostenere le forme oneste di libertà. E così è stato: con un ricordo per
Aung San Suu Kyi, alla quale ha dedicato una splendida versione di
Unknow Caller.
La scalettaLa scaletta del concerto di San Siro, in ordine d'esecuzione:
Breathe, No line on the horizon, Get on your boots, Magnificent, Beautiful day, Desire, Eletricaly storm, Stuck in a moment you can’t get out of, I still haven’t found what I’m looking for, Unknown caller, I’ll go crazy if I don’t go crazy tonight, Vertigo,Pride, Walk on, Unforgettable fire, Sunday bloody Sunday, Where the streets have no name, One, Ultra violet, With or Without you e
Moment of surrender.
Sound sperimentale ed evergreenTutto questo nuovo sound sperimentale, alternato agli evergreen, degli inconfondibili ragazzi di Dublino, ha fatto in modo che la serata fosse davvero indimenticabile.
Le sensazioni sono state tante e diverse, dalla pazzia alla commozione, dal rimbombare sotto i piedi alle lacrime con
One.
Il concerto è terminato alle 23.30, con la speranza di non dover attendere altri cinque anni prima di rivederli in Italia e con tanto, tantissimo affetto per un gruppo che ha fatto e farà ancora la storia della musica.