“Giù le mani dalla qualità italiana! Giù le mani dal nostro futuro!”. “Prezzi: aumentano per i consumatori, crollano per gli agricoltori”. “Maiali italiani addio! Le industrie di trasformazione hanno triplicato le importazioni:
650.000 maiali in meno grazie alle importazioni alla diossina dalla Germania”. “Il falso prosciutto Made in Italy ha già fatto perdere il
10% dei posti di lavoro”. Sono solo alcuni degli slogan sottolineati dai duecento imprenditori agricoli cremonesi che hanno preso parte oggi alla “battaglia di Natale: scegli l’Italia” promossa dalla Coldiretti.
Carichi di scarsa qualitàDalla Lombardia duemila imprenditori agricoli, guidati dal Presidente di Coldiretti Lombardia
Ettore Prandini e al fianco di altre migliaia di agricoltori in arrivo da tutta l’Italia, si sono diretti a Reggio Emilia e al valico del Brennero
smascherando i carichi di importazioni di bassa qualità che entrano nel nostro Paese per essere spacciate come italiane.
Concorrenza sleale“Il prezzo dei suini ha subito un calo pazzesco" ha sottolineato
Serena Antonioli, allevatrice di Vescovato. "La responsabilità è certamente da attribuire alla
concorrenza sleale da parte di prodotti anonimi, importati dall’estero, che poi vanno a confondersi con il vero Made in Italy. Il continuo ingresso di
carne di bassa qualità, a prezzi bassi, che poi viene confusa con il nostro prodotto sta uccidendo le nostre imprese".
Persi 90 mila suini“Trecentomila suini in meno. E’ questo il dazio pagato negli ultimi due anni dalla Lombardia alla crisi degli allevamenti – evidenzia Coldiretti Lombardia – stretti fra prezzi che
non coprono i costi di produzione e importazioni di carni e cosce dall’estero che stanno inondando il mercato, tanto che 2 prosciutti su 3 in Italia arrivano dall’estero”. A deprimere le quotazioni è la concorrenza a basso costo dall’estero: i principali Paesi che stanno cingendo d’assedio il mercato italiano con le loro forniture dall’estero sono la
Germania, l’Olanda, la Francia, la Spagna e la Danimarca.
Situazione disastrosaA livello provinciale,
negli ultimi due anni Cremona ha perso oltre 90 mila suini, Brescia oltre 60 mila suini, Mantova più di 120 mila,
Lodi 83 mila, Bergamo 6 mila, Milano 8 mila, in negativo con alcune centinaia di capi a testa Lecco, Como e Sondrio - con un patrimonio totale di circa 6 mila unità - Monza Brianza è in stallo senza variazioni di rilievo, unici territori
in controtendenza sono Varese che cresce di 60 di capi e Pavia che resiste con 35 mila suini in più.
Chiusi 3 allevamenti al mese
Nell’ultimo anno sono scomparsi in Italia 615 mila maiali, ma il sistema nazionale sta perdendo la propria capacità di rifornimento anche sul fronte dei suinetti: fra il 2012 e il 2013 hanno chiuso 3 allevamenti al mese. Dall’inizio della crisi la filiera ha perso oltre 8 mila posti di lavoro. Mentre a fronte di costi che hanno raggiunto 1,56 euro al chilo gli allevatori hanno preso quest’anno in media circa 1,45 euro al chilo".