13-11-2013 ore 10:32 | Politica - Roma
di Antonio Margheriti

Parlamento. “Lo Stato vende armi in Africa”, Bordo solleva un caso nazionale denunciando la crociera della portaerei Cavour

La missione per la promozione delle eccellenze italiane della portaerei Cavour è in realtà una missione di cinque mesi per vendere armi a grossi acquirenti tra Africa e Golfo Persico. Questa in estrema sintesi, la denuncia del parlamentare cremasco di Sel Franco Bordo.

Le tappe della crociera
La crociera - spiega in un'interrogazione presentata in parlamento - toccherà i porti di 13 Paesi africani e 7 del golfo Arabico, ovvero Jedda (Arabia Saudita), Gibuti (Gibuti), Abu Dhabi (E.A.U.), Mina Sulman (Barhein), Kuwait City (Kuwait), Doha (Qatar), Mascate (Oman), Dubai (E.A.U.), Mombasa (Kenya), Antseranana (Madagascar), Maputo (Mozambico), Durban (Sudafrica), Cape Town (Sudafrica), Luanda (Angola), Pointe-Noire (Congo), Lagos (Nigeria), Tema (Ghana), Dakar (Senegal), Casablanca (Marocco) e Algeri (Algeria).

Milioni di euro
“Il costo complessivo dell’operazione è di 20 milioni di euro - spiega Bordo - di cui, pare, 13 coperti dagli sponsor commerciali e 7 a carico dello Stato ed è prevista una preponderante presenza di imprese industriali del settore militare e di produzione di sistemi d'arma con relativo marketing dei propri prodotti”.

Militari e commercio
Nell’interrogazione parlamentare Bordo chiede “se il Governo ritenga idoneo l'utilizzo di un gruppo navale della nostra flotta militare per scopi di natura commerciale, relativamente a prodotti di natura bellica; se il Governo, in una fase come questa caratterizzata da considerevoli tagli alla spesa pubblica, ritenga corretta la scelta di utilizzare ingenti risorse del bilancio dello Stato per un'iniziativa con tali caratteristiche”

Armi a paesi non democratici
Il deputato cremasco di SeL chiede inoltre “se si consideri legittima e opportuna la scelta di andare a vendere armamenti a Paesi governati da regimi non democratici e/o con conflitti interni in corso, utilizzando peraltro strutture dello Stato Italiano; se il governo sia stato preventivamente messo a conoscenza di tale iniziativa e se abbia dato il suo assenso; se i ministri, per quanto di competenza, non ritengano di dover intervenire immediatamente per la cancellazione di questa crociera”.