È partito quasi in sordina nell'anno scolastico 2012/2013 e ha ora rilevanza a livello nazionale. Si tratta di un progetto, presentato in Sala Da Cemmo lo scorso mercoledì 30 ottobre, che prevede l'uso dell'
iPad nella scuola. Nato dall'attiva
Associazione "Amici del Montessori" Onlus, presieduta da
Selene Garraffo, il progetto ha ottenuto il patrocinio e il coofinanziamento, tramite bando di concorso, della
Regione Lombardia, del
Comune di Crema ed il sostegno della società
GaGà Milano che, con il supporto economico, ne sta permettendo lo sviluppo.
Pionieri dell'iPadIl Presidente dell'Associazione ha illustrato il
progetto pilota che ha previsto l'introduzione e l'uso di iPad nella didattica in forma di laboratorio, prima sperimentale ora permanente, a partire dalla scuola comunale per l'infanzia "Iside Franceschini" ex
Montessori. Diciotto iPad sono stati inizialmente utilizzati dai piccoli e sono ora a disposizione anche delle scuole e classi in rete che ne faranno richiesta in un'ottica di condivisione.
Cristina Bonetti, a nome di GaGà Milano, ha sottolineato l'attenzione della sua società nei confronti del sociale e del mondo dell'infanzia.
Paola Orini, Assessore Provinciale all'Istruzione, ha parlato dei
bimbi digitali contemporanei e dell'importanza dell'iniziare, fin dalla scuola per l'infanzia, ad usare questo mezzo frutto della tecnologia, inserito in un preciso progetto didattico anche al fine di superare determinate barriere. Il Sindaco di Crema,
Stefania Bonaldi, ha messo in evidenza l'entusiasmo degli operatori e dei genitori aderenti all'Associazione che permettono alla scuola, con le loro risorse ed energie, di essere innovativa. In un periodo in cui scarseggiano sempre più i fondi destinati all'istruzione, sono importanti queste realtà sussidiarie nate a supporto delle scuole.
Fragilità e futuro"La tecnologia permette inoltre di sostenere situazioni di particolari fragilità" - ha concluso il Sindaco.
Antonio Agazzi, in rappresentanza del Consiglio Comunale della città, pensa al futuro proiettando le indispensabili competenze ed abilità acquisite da piccoli, al mondo del lavoro nel quale le neonate generazioni si immetteranno. La disponibilità del professor
Stelvio Cimato, docente presso il polo universitario di Crema, ha permesso di realizzare il primo step del progetto che ha previsto la formazione dei docenti. Il professore cura inoltre la consulenza e la diffusione delle tecnologie nel mondo della didattica. La coordinatrice della scuola per l'infanzia "Iside Franceschini",
Emilia Caravaggio, ha raccontato dell'esperienza pilota vissuta nella sua scuola che da progetto annuale si è trasformato in permanente. Ne ha evidenziato poi alcuni punti di forza come il
cooperative learning, il potenziamento di percorsi individualizzati per bambini con disabilità, lo sviluppo per tutti della capacità di condivisione.
Dal concreto al digitaleUn'insegnante della scuola per l'infanzia,
Elvira Guerini, ha tradotto concretamente attraverso esemplificazioni, l'esperienza iniziata lo scorso anno con i suoi piccoli alunni. Ha raccontato di come, sempre e comunque partendo da esperienze concrete, siano state utilizzate alcune applicazioni e di quanto l'iPad sia stato di sostegno e di aiuto ai bambini con disabilità per l'approccio visivo, immediato che permette loro nuovi percorsi di espressione. L'insegnante di scuola primaria
Rosaria Brusaferri ha riferito dell'esperienza condotta con successo presso il plesso di Borgo S. Pietro, puntando l'attenzione sul
problem solving. Gli alunni hanno sperimentato ed utilizzato l'iPad in classe per risolvere problemi in un'atmosfera altamente collaborativa e nell'ambito del raggiungimento della
competenza digitale.
Istituti comprensivi in rete per l'iPadGli Istituti Comprensivi
Crema 1 e
Crema 2 sono entrati nella rete di scuole che usufruirà del laboratorio itinerante a disposizione del territorio per la condivisione di
hardware e per una formazione continuativa con
software legati alla didattica. Presenti in sala i
Dirigenti di entrambi gli Istituti. Il professor
Pietro Bacecchi (Crema 2) ha ringraziato gli ideatori del progetto che permette alle scuole di essere sempre più proiettate nel futuro nonostante le ristrettezze economiche dettate dai tempi. Ha sottolineato inoltre l'importanza della mediazione degli adulti, figure ponte tra gli strumenti e i
digital kids. La dottoressa
Maria Cristina Rabbaglio (Crema 1) ha parlato della realtà attuale in continuo movimento e della consapevolezza educativa che deve indirizzare l'azione al fine di porre le basi per un ulteriore cammino futuro. Gli interventi si sono conclusi con quello di una mamma che si é espressa a favore dell'esperienza condotta dalla figlia lo scorso anno alla scuola per l'infanzia.
Semplicemente una mammaL'incontro si è concluso con le parole del Presidente dell'Associazione, ora in qualità di mamma di una bimba disabile e "anima" del progetto.
"Un tablet non risolve i problemi, ma è un mezzo che può dare un valido ausilio per migliorare la comunicazione in alcuni casi di disabilità, un mezzo che permette di manifestare abilità che rimarrebbero inespresse". Tecnologia più didattica al servizio dell'apprendimento per una didattica condivisa.
Signora Garraffo, come è nata l'idea di un progetto legato all'utilizzo dell'iPad a scuola?L'idea è nata da una madre che ha un sogno: dare la possibilità alla sua bambina diversamente abile di comunicare e giocare con i propri coetanei abbattendo le barriere date dalla disabilità. Come farlo se non con uno strumento come l’iPad che permette di fare cose virtuali, ma allo stesso tempo concrete? Un tablet è portatile e facilmente utilizzabile. A scuola, perché è dove si svolge il momento comunitario, sociale ed educativo. Luogo, questo, preposto all’apprendimento e alla formazione di un bambino.
In un secondo momento si è pensato di estendere il progetto ai normodati, quando una madre si è accorta che la nuova tecnologia era entrata in maniera dominante nel gioco quotidiano dei bambini e soprattutto nella loro sfera di attenzione e di apprendimento. Perché allora non sfruttare questo strumento nella didattica ed insegnare ai bambini ad utilizzarlo al meglio accompagnandoli nel loro percorso formativo?
Quali sono state le persone a lei più vicine in questa lunga ed impegnativa "avventura"?I collaboratori volontari dell’Associazione "Amici del Montessori" che mi hanno sostenuta ed aiutata a realizzare l’idea sono stati il professor Stelvio Cimato, la dottoressa Emilia Caravaggio e la dottoressa Paola Pietramala, segretaria dell’Associazione.
Una donna intraprendente e coraggiosa, impegnata su più fronti. Qual è il segreto per conciliare una numerosa famiglia, il lavoro e l'impegno nel sociale?ll segreto per conciliare famiglia, lavoro e impegno sociale è una magnifica collaborazione familiare, un’organizzazione, una rete di amicizie ed avere un’idea grande, uno scopo da raggiungere e da realizzare.