27-09-2013 ore 12:00 | Politica - Crema
di Andrea Galvani

Crema. "Dal tribunale all'ospedale. Quale idea di Cremasco abbiamo?". Matteo Piloni: "dobbiamo immaginare una nuova concezione di territorio e di gestione dei servizi"

"Partendo dalla vicenda del tribunale di Crema, mi sembra utile provare a fare un ragionamento complessivo circa il futuro del nostro territorio, anche alla luce degli allarmismi sul presidio ospedaliero. Un ragionamento che tenta di guardare al domani, con occhi nuovi".

Il tribunale
"Innanzitutto una premessa: a differenza di altri - spiega Matteo Piloni nella propria newsletter - io credo sia profondamente sbagliata la continua ricerca di un capro espiatorio rispetto alla vicenda del Tribunale. E lo faccio sottolineando la presa di posizione del presidente della Provincia Massimiliano Salini durante un convegno sulla medio-conciliazione al quale abbiamo partecipato insieme, nella quale sollevava da ogni responsabilità gli enti locali, Crema in primis, rispetto alla presunta mancanza di volontà nel tentativo di salvare il tribunale di Crema. Tentativo che al contrario c'è stato, anche attraverso azioni concrete e formali, ma che, è bene ricordare, ha avuto come raramente accade una presa di posizione ferma del Presidente della Repubblica. Di fronte alla volontà di più governi di proseguire in questa riforma, ben poco possono fare gli enti locali. Soprattutto all'ultimo minuto".

Riordino delle province
"Ben diverso sarebbe stato se, a monte di tutto ciò, ci fosse stato una seria riforma delle Istituzioni e dei territori. Ricordo a proposito che il consiglio comunale di Crema, durante una seduta 'aperta' tenutasi il 29 settembre 2012, ha approvato a maggioranza una mozione attraverso la quale il consiglio ha espresso un segnale chiaro rispetto al tema del riordino delle province che predilige la vicinanza territoriale, sociale e culturale, oltre che economica, con il territorio lodigiano lasciando la possibilità di fare anche altri ragionamenti inclusivi senza dare nulla per scontato, facendo riferimento proprio al territorio trevigliese".

Il futuro del territorio
"Questa mozione, che non ha avuto la giusta rilevanza, poneva una questione molto seria, e cioè il futuro del nostro territorio rispetto al superamento delle province. Se a livello nazionale si fosse avuta la possibilità di proseguire questa riforme con chiarezza, avremmo potuto affrontare in un'ottica di naturale conseguenza il tema della riforma della giustizia e dei presidi".

Crema ha una marcia in più
"Questo non è avvenuto e Crema ha perso il Tribunale. Aggiungo anche che l'ha perso accorpandolo a quello di Cremona solo perchè si tratta del capoluogo di Provincia. E questo, forse, è un errore ancor più grave. Crema rispetto a Cremona ha una marcia in più, e sono i numeri a dimostrarlo. Nel bel mezzo di una crisi economica e sociale, il cremasco tiene mentre Cremona perde terreno.Torno quindi al punto: quale idea di territorio abbiamo? E' da questa semplice riflessione che deve partire ogni ragionamento".

Autonomia
"Credo si comprenda che il mio non è un discorso campanilistico nè autoreferenziale. Non mi interessa. Chi continua a giocare sulla difensiva, chiedendo l'autonomia del cremasco o paventando subordinazioni rispetto a Cremona, credo che non conosca il nostro territorio. L'autonomia non si chiede. E' un dato di fatto dal quale non si può prescindere. Non si deve difendere questa autonomia, ma valorizzata e utilizzata al meglio. E in questo la Politica gioca il suo ruolo. Un ruolo a volte manchevole, a causa anche della crisi dei partiti, che vengono vissuti come 'una palla al piede' invece che come uno strumento di costruzione e che sembrano pervasi da continui esercizi di divisione. Ovviamente questo anche per colpa dei loro, dei nostri, dirigenti".

L'ospedale
"Se l'Ospedale è il prossimo obiettivo, Crema e il territorio tutto non possono e non devono stare a guardare. Da qui deve partire un'azione forte e condivisa, non solo territoriale, ma a livello provinciale e regionale, affrontando la questione nel merito, a partire dalle caratteristiche di un territorio 'che tiene', qualità che va rafforzata e non indebolita, a vantaggio di tutti per affrontare le nuove sfide, come quella dell'Expo 2015 e per immaginare una nuova concezione di territorio e di gestione dei servizi. Un'azione quindi non basata sulla difensiva, ma sul rilancio di un territorio che ha tutte le caratteristiche per essere un modello. Ma per farlo serve l'impegno di tutti".