Crema. La Lega Nord non molla: “venga effettuato un sondaggio sulla moschea”. Pronta l'interrogazione al sindaco Bonaldi
La sezione cittadina della Lega Nord ha protocollato una interrogazione al sindaco Stefania Bonaldi per chiedere risposte alle domande sollevate dalla petizione popolare per dire no all’insediamento di un centro culturale islamico in città. L’interrogazione, firmata dal consigliere comunale Alberto Torazzi, “chiede al sindaco di specificare ulteriormente la sua risposta soprattutto in riferimento alla seconda richiesta formulata nella petizione”, richiesta che prevedeva lo svolgimento di un sondaggio di opinione tra i cittadini.
Sondaggio o referendum
Quella del sondaggio presso i cittadini è una possibilità mai utilizzata ma presente nello Statuto Comunale e, spiega il segretario cittadino Dino Losa: “potrebbe sopperire, seppur parzialmente, all’impossibilità stante le norme nazionali di indire referendum tra la popolazione. Difatti il principio da seguire in Italia, come già avviene in alcuni Paesi europei, dovrebbe essere quello di consultare la popolazione locale prima di dare il via libera a progetti di costruzione di moschee, musalle, minareti o strutture adibite ad ospitare i seguaci di Maometto”.
Le battaglie in Italia
“Ad alzare gli scudi contro la realizzazione di luoghi di culto islamici, non solo a Crema, è come sempre solo la Lega Nord. Dopo la maxi-moschea di Ravenna il Carroccio intende ora scongiurare la realizzazione di analoghi insediamenti, in particolare a Parma, dove il sindaco grillino Federico Pizzarotti ha già dato disponibilità a cedere gratuitamente un terreno all’associazione islamica locale”.
Ha ragione don Lingiardi
“Per introdurre la consultazione obbligatoria il deputato leghista Nicola Molteni, capogruppo in commissione Giustizia e già molto attivo nella battaglia contro la chiusura dei tribunali, rilancia la proposta di legge Cota-Gibelli, che prevede anche un registro per gli imam, bilanci trasparenti, niente fondi dall’estero, niente scuole islamiche, distanze minime di un chilometro da chiese e sinagoghe, culto solo in italiano. Un principio quest’ultimo richiamato pochi giorni orsono da don Emilio Lingiardi sulla stampa locale”.