18-09-2013 ore 21:18 | Cronaca - Maalula (Siria)
di don Emilio Lingiardi

Accorato appello del Papa per la pace in Siria. Una nuova testimonianza drammatica sull’eccidio di cristiani a Maalula

Quasi come commento all’appello accorato che il Papa stamane, al termine dell’udienza del mercoledì, tenuta in piazza San Pietro nel quale invitava tutti i responsabili della vita dei popoli a trovare una soluzione solo politica e non armata al dramma che da più di due anni sta insanguinando la Siria, pubblichiamo una lettera mandataci in questi giorni relativi all’enorme sofferenza che ha toccato i cristiani di Maalula.

“Veri martiri i tre cristiani uccisi”
Per i cristiani siriani Maalula, il villaggio cristiano a nord di Damasco, attaccato nei giorni scorsi da gruppi armati islamisti, è già “terra di martiri”. Grazie a una testimone oculare, una donna cristiana di nome A. (anonima per motivi di sicurezza) attualmente in ospedale a Damasco, l'agenzia Fides ha ricostruito nel dettaglio la sorte dei tre cristiani uccisi a Maalula. Le loro esequie sono state celebrate il 10 settembre a Damasco, nella cattedrale greco-cattolica, con una liturgia presieduta dal Patriarca melkita Gregorio III Laham, alla presenza di vescovi di altre confessioni.

L’obbligo di conversione all’Islam
Secondo quanto racconta a Fides la donna, i gruppi armati sono penetrati il 7 settembre in molte case dei civili, distruggendo e terrorizzando, colpendo tutte le immagini sacre. In una casa vi erano tre uomini greco cattolici Mikhael Taalab, suo cugino Antoun Taalab, Sarkis el Zakhm, nipote di Mikhael, e la donna A., loro parente, che racconta l'episodio. Gli islamisti hanno intimato a tutti i presenti di convertirsi all’Islam, pena la morte.

”Poter tornare alle proprie case"
Sarkis ha risposto con chiarezza: «Sono cristiano e se volete uccidermi perché sono cristiano, fatelo». Il giovane è stato ucciso a sangue freddo, con gli altri due. La donna è rimasta ferita ed è salva per miracolo, in seguito condotta in ospedale a Damasco. «Quello di Sarkis è un vero martirio, una morte in odium fidei», dice a Fides Suor Carmel, fra i cristiani di Damasco che assistono gli sfollati di Maalula. I presenti al funerale erano molto commossi. Oggi gli sfollati di Maalula, in maggioranza a Damasco, rimarca una suora, «chiedono solo di poter tornare alle proprie case, in pace e sicurezza».