16-09-2013 ore 11:40 | Cronaca - Spino d'Adda
di Riccardo Cremonesi

I carabinieri hanno arrestato un trentenne di Spino d’Adda. E' l’autore di cinque rapine nel lodigiano commesse in poche ore

I carabinieri di Pandino, con l’ausilio dei colleghi del radiomobile di Crema, della centrale operativa di Lodi e delle stazioni di Tavazzano e Zelo Buon Persico, hanno arrestato un operaio trentenne di Spino d’Adda per rapina. Ora si trova in carcere a Cremona a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Le rapine nel lodigiano
L’uomo è l’autore di cinque rapine avvenute nel lodigiano la scorsa settimana. La mattina del 10 settembre ha rapinato l'Ld Market di via Cavallotti, a Lodi, per 120 euro. Nel pomeriggio a Comazzo ha rapinato una panetteria asportando 1.000 euro e a distanza di pochi minuti ne ha rapinata un’altra a Tribiano per un bottino di 40 euro. Il giorno seguente ha preso di mira l’ennesima panetteria a Cervignano d’Adda ed un’erboristeria di Mulazzano, per un totale di 300 euro.

Armato di taglierino
In ognuna delle rapine il giovane ha minacciato il personale con un taglierino senza però usare violenza sulle persone. Ostentando un atteggiamento tranquillo, ha preso di mira esercizi commerciali con la presenza di personale femminile. Nelle ultime due rapine ha utilizzato lo stesso modus operandi: con il pretesto di chiedere dove fosse collocato un telefono pubblico ha avvicinato le cassiere e poi esibendo un taglierino ha intimato di consegnargli i contanti tenuti nella cassa.

L’arresto
L’uomo è stato rintracciato dai carabinieri in un motel di Spino d’Adda, dove si era rifugiato dopo essersi allontanato da casa l’11 settembre, senza dare notizie di sé alla famiglia. La madre, molto preoccupata anche per il suo trascorso di tossicodipendenza, ne aveva denunciato l’allontanamento ai militari della caserma di Pandino.

Prove schiaccianti
Attraverso una sinergica e tempestiva attività di informazione e d’indagine tra il comando provinciale di Lodi e la compagnia di Crema l'uomo è stato individuato ed arrestato, trovato in possesso di 300 euro frutto degli ultimi colpi, un taglierino e l’auto, una Citroen C2 utilizzata per la fuga dopo una delle rapine. Il trentenne davanti ai militari ha ammesso le sue responsabilità.