Tribunale di Crema, il Tar di Brescia rigetta il ricorso dell'amministrazione comunale. La delusione del personale, le ipotesi sulla futura destinazione della struttura. Il video
"Che tristezza" commenta un avvocato cremasco osservando gli operai impegnati nel trasloco di faldoni, armadi e scrivanie. L'agonia è terminata a mezzogiorno: il tribunale amministrativo di Brescia ha rigettato il ricorso dell'amministrazione comunale di Crema contro il provvedimento ministeriale che prevede l'accorpamento del tribunale di Crema con quello di Cremona.
L'attesa L'ultimo giorno di 'vita' del tribunale s'è aperto nel segno dell'attesa. La flebile speranza che il Tar accogliesse il concorso, concedendo una sospensiva, è stata alimentata da ogni persona varcasse il cancello: magistrati, impiegati, avvocati, funzionari di pubblica sicurezza... ognuno cercava di portare un elemento che potesse sostenere la tesi favorevole. Di contro la realtà, con la bocciatura dei ricorsi di Breno e Salò.
La beffa La sentenza avrebbe dovuto arrivare attorno alle 10, ma il treno sul quale il giudice stava viaggiando è rimasto bloccato per un guasto. Per molti l'ennesima beffa, che va ad aggiungersi all'ictus che ha colpito il funzionario romano al quale era stato affidato l'incarico di salvaguardare il tribunale: il progetto dell'accorpamento con Treviglio è rimasto nel suo cassetto, lui è passato a miglior vita.
Le zone d'ombra Il personale, sparpagliato in attesa di risposte, sempre gettando un occhio al lavoro degli operai che impacchettano faldoni e sbattono contro gli spigoli del tribunale con armadi e scatoloni, decide di stringersi. Lasciate le zone all'ombra, anche il clima non aiuta e la temperatura non facilita l'immobilità, raggiungono la zona al sole. Pacati, con un aplomb anglosassone, ripercorrono le tappe della vicenda, analizzano i dettagli, confutano le tesi contrarie ed esprimono il proprio malessere per l'attualità, che li vede costretti ad un trasferimento forzoso ad una quarantina di chilometri di distanza. La sede di Crema, per molti residenti, era comodissima, in una città a misura d'uomo, a due passi da casa. Anche le abitudini familiari, ora, dovranno essere riviste.
La politica assente Passate le 11.30 l'avvocato Martino Boschiroli imbraccia un megafono, che si accende con una sirena. Alla categoria manca l'abitudine alla lotta di strada. I magistrati lamentano di essere stati abbandonati. Al cancello del tribunale, a parte lui, oggi nella doppia veste, nemmeno l'ombra di un politico. Del resto non c'è nulla da festeggiare, non c'è alcun cappello da posare sulla vittoria.
La sentenza A mezzogiorno, come detto, arriva la sentenza. Il ricorso è stato rigettato. Ora sono in molti ad ammetterlo: "lo sapevamo, non poteva che finire così. Ci siamo mossi troppo tardi, siamo stati troppo teneri. In altre sedi hanno avuto maggiore compattezza. Avremmo dovuto ricorrere al Tar del Lazio". Da Cremona, che ora dovrà ospitare anche il tribunale di Crema, arriva l'eco delle parole del sindaco Oreste Perri: la ricognizione degli spazi è stata soddisfacente, il capoluogo di provincia ha predisposto quanto stabilito dalla legge nei tempi previsti.
Il futuro della struttura Gli avvocati più giovani non temono nè la novità nè la distanza: "chi va a lavorare a Milano tutti i giorni cosa dovrebbe dire? Certo, per gli avvocati più attempati è un problema, ma avranno modo di demandare a forze fresche". Ora non resta che comprendere come verrà utilizzato il tribunale. Di certo dovrà ospitare gli archivi per un quinquennio; in molti spingono perché possa ospitare la guardia di finanza e la polizia. I vigili del fuoco no, per loro nessuna soluzione in vista: del resto sono abituati ad affrontare il pericolo quotidianamente.