Nova Fitness Club. Il maestro Agostino Pavesi è il nuovo responsabile regionale del Savate: “darò modo agli atleti di crescere”
Novità importanti per la disciplina del Savate. Il nuovo responsabile tecnico federale per la regione Lombardia sarà il maestro Agostino Pavesi, allenatore del Nova Fitness Club di Nosadello. Il tecnico milanese, ma cremasco d’azione, è pronto ad una nuova sfida professionale e sportiva.
La carriera
Classe 1970, la prima attività sportiva è stata il ciclismo, dopo aver appeso le due ruote al chiodo Pavesi si è dedicato completamente alle arti marziali. Dopo aver vinto titoli italiani di light contact, full contact, low kick nel 2002 ha iniziato a praticare la disciplina. Vedendo un netto miglioramento dello stile di combattimento per sette anni ha difeso i colori della nazionale. Il bilancio racconta di una medaglia di bronzo e un argento ai campionati mondiali e un oro agli europei di Maribor in Solvenia. Negli ultimi anni, dedicatosi all’insegnamento ha allenato un team appassionato che ha regalato belle soddisfazioni sportive.
Agostino cosa provi ad aver ricevuto un incarico così importante?
“Un po’ di paura perché potrei non essere all’altezza e non riuscire negli obiettivi che mi sono preposto. Sono consapevole che riceverò delle critiche per il mio operato, ma quello che mi è sempre e solo importato è far lavorare i ragazzi, dar loro modo di potersi confrontare con atleti di altre scuole, di poter fare stage, di migliorare e continuare a provare passione per questo sport. Ovviamente mi sento anche molto onorato, soprattutto perché sono consapevole che in Lombardia ci sono altri maestri più avanti rispetto a me in questo settore, i quali hanno avuto più esperienze o comunque esperienze diverse dalle mie. Nonostante questo mi sono subito dato da fare per organizzare al meglio il lavoro da farsi, spinto dall’entusiasmo di poter rilanciare questa disciplina”.
Quali sono i primi passi che hai compiuto?
“Innanzitutto ho contattato vari maestri che conosco e rispetto e con i quali so di poter lavorare bene, esponendo loro le mie idee e ascoltando i loro suggerimenti; ho ancora varie scuole da contattare e spero che molte accetteranno questo progetto con il mio stesso entusiasmo. Inoltre ho subito chiesto alle allieve che mi seguono ormai da anni, Daniela Grassini, Veronica Giacobbe e Annalisa Bellone, di aiutarmi a organizzare il lavoro; le ragazze sanno come alleno, quali obiettivi mi prepongo, e hanno accettato subito di seguirmi e supportarmi in questo percorso, che, per come l’ho pensato ed esposto alla Federazione, sarà comunque lungo e spero continuativo.”
Cosa prevedi di fare per riavvicinare maestri e atleti al mondo della savate?
“Ho proposto alla Federazione di cui faccio parte, la Fikbms, un progetto di formazione da intraprendere con le scuole che si mostreranno interessate; sto lavorando, con l’aiuto delle mie ragazze, ad una dispensa tecnica che spieghi in modo semplice le basi del Savate, in modo tale che i maestri possano anche lavorare autonomamente con i propri allievi, con lo scopo primario di farli divertire,perché questo deve comunque essere l’elemento di base del nostro e di tutti gli sport; ovviamente spero anche in una adesione di più atleti alle gare di Savate della prossima stagione, agli esami di passaggio di grado, agli stage che mi piacerebbe organizzare”.
In base anche alla tua esperienza diretta, reputi che la Savate possa fare la differenza?
“Si. Il Savate per come è praticata al giorno d’oggi è fiscale, elegante e reputo dia all’atleta una marcia in più, in quanto richiede una velocità d’azione e una fluidità di colpi che sono caratteristici; questa disciplina insegna l’esecuzione curata della tecnica, il controllo dei colpi e quindi del proprio corpo, oltre al fatto che, almeno per mio personale gusto, gli incontri di Savate risultano spettacolari e composti. Ho visto i miei atleti migliorare sensibilmente da quando hanno iniziato ad avvicinarsi alla Savate, e anche i più scettici hanno alla fine constatato di persona il salto di qualità; anche per questo spero che il progetto vada a buon fine”.