26-11-2012 ore 08:53 | Politica - Crema
di Emanuele Mandelli

Partono i lavori per la posa della statua del Savoia appena restaurata e subito sale l’indignazione della sinistra cremasca. Si annuncia già una raccolta firme

Sono iniziati in piazza Aldo Moro i lavori per la posa della statua di Vittorio Emanuele II, ed in città c’è chi dice no. Fatta saltare con una bomba a mano da un anarchico cremasco dopo la seconda guerra mondiale. Rimasta a pezzi in una serie di casse nei magazzini comunali e adesso restaurata dall’associazione L’Araldo legata alla famiglia Cassi.

Sapore nostalgico
“Vittorio Emanuele II non è il benvenuto”, sbotta il capogruppo di Rifondazione Comunista Mario Lottaroli, “c’è indignazione, contrarietà e sconcerto tra i cittadini di Crema, antifascisti e repubblicani, per la posa in piazza Aldo Moro, della statua del monarca Vittorio Emanuele II di Savoia. Ma purtroppo, a questa decisione, dal sapore di nostalgico revival, assunta dalla Giunta precedente (PdL e Lega) guidata da Bruno Bruttomesso, siamo stati i soli ad opporci nella Commissione Comunale Ambiente e territorio”.

La protesta di Scarpelli
La protesta è esplosa ieri mattina durante la posa della corona di alloro in ricordo dei 4 partigiani fucilati al Voltini. Al termine della cerimonia ha chiesto la parola Gianfranco Scarpelli che ha raccontato il fatto ai presenti. Applausi e anche una accesa discussione che si è accesa immediatamente dopo con tutti i presenti, compreso il sindaco Stefania Bonaldi che ha ricordato che lei non era d’accordo e ha rimesso la decisione alla commissione.

Lega genuflessa alla monarchia
Ma prosegue Lottaroli: “ concedeteci una breve digressione nei confronti dei leghisti che consideriamo davvero dei “fenomeni”: duri nei confronti dei deboli, costantemente genuflessi nei confronti dei vecchi e nuovi monarchi, a livello nazionale, regionale e locale. Abbiamo motivato la nostra contrarietà alla posa della statua, elencando le gravi responsabilità della famiglia Savoia dal Risorgimento in avanti”.

La lista delle colpe dei Savoia
“Devo fare una lista? Esilio e prigionia dei patrioti repubblicani, tra i quali spiccano le figure di Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi; 7 maggio 1898: piazza Duomo a Milano, il generale Bava Beccaris con i cannoni alzo zero massacra i milanesi che protestavano per il caro-pane; tradimento delle promesse di concedere terre e migliori condizioni di vita ai combattenti della prima guerra mondiale in caso di vittoria; via libera al fascismo e al governo Mussolini; guerre coloniali e uso dei gas su popolazioni inermi; 1938: promulgazione delle Leggi razziali; 1940: entrata in guerra al fianco dei nazisti; vigliacca fuga dopo l’8 settembre 1943”.

La memoria si e quella no
“Per queste ragioni abbiamo concluso che la famiglia Savoia è stata una sciagura per questo Paese e che sarebbe stato meglio che la statua rimanesse chiusa in qualche magazzino o in qualche giardino privato. Nella città di Berlino, qualche settimana fa è stato inaugurato il monumento in memoria della comunità Rom, vittima dei lager nazisti. Ad Affile , nel Lazio, si è innalzato un memoriale al generale Rodolfo Graziani, criminale di guerra aderente alla Repubblica di Salò; a Crema si vuole ridare lustro alla casata Savoia. E’ questa la differenza che corre tra un popolo che ha fatto i conti con la propria storia e chi, invece, non ha alcuna intenzione di farli”.

Si annuncia una raccolta di firme
Ma torniamo alla discussione scatenata dall’intervento di Scarpelli domenica mattina. I rumors che emergono dai capannelli sono parecchi. Innanzi tutto si da per certa l’imminente partenza di una raccolta firme per dire no. Come ripiego qualcuno pensa di porre la statua in piazzale Rimembranze e per finire si considera che la collocazione scelta toglierebbe posteggi in piazza Moro e creerebbe problemi allo svolgimento della Tortellata.