Milano -
"Ieri, 23 giugno, sono partito da Milano Porta Garibaldi con il treno delle ore 16.29 con destinazione Cremona. Il treno parte dal binario 13 con una puntualità svizzera e quindi posso immergermi tranquillamente nella mia lettura e non guardo fuori; riuscirò a rispettare il mio appuntamento delle ore 19 a Crema?". Così si apre la lettera - firmata - arrivata in redazione. Ne diamo pubblicazione integrale, restando a disposizione per ogni approfondimento.
Dove va il treno“Scusi” mi dice improvvisamente una voce gentile” ma questo treno dove va?”. Rispondo sicuro “a Cremona!”. “Allora c’è qualcosa che non va perché stiamo andando a Nord, verso Monza". Lo guardo incredulo ma con curiosità, altri passeggeri attratti dal nostro parlare, cercano di orientarsi guardando fuori dai finestrini. In effetti il treno dopo poco si ferma a Greco Pirelli, cioè conferma il dubbio del mio interlocutore, stiamo andando verso Monza, verso le Alpi.
Riderci sopra"Sono circa le 16.50. Nulla succede, poi improvvisamente, prima passa il capo treno correndo per i corridoi dei vagoni dicendo “abbiamo sbagliato binario” poi sulla banchina passa di corsa il macchinista che si porta dalla ex-testa del treno alla ex-coda del treno. Poi più nulla per 30 lunghi minuti. Nessun passeggero protesta come altre volte succede; evidentemente un treno che sbaglia strada non crea malumore, ma mette buonumore; la voglia è quella di riderci su".
Il binario giusto"Mi affaccio dal finestrino in cerca di non so cosa e una signora da un’altra banchina mi chiede “…è il treno che va a Piacenza?” “Spero di no!” rispondo e lei mi guarda stupita e perplessa e non dice nulla, ma la sua faccia sembra dirmi “ma sei salito su un treno senza saper dove va?”. Non aggiungo nulla, preferisco non scendere nei dettagli. Alle 17,20 il treno improvvisamente riparte, anzi torna indietro e arriviamo a Milano Lambrate con ritardo, ma siamo visibilmente soddisfatti: il binario, ora, è quello giusto!"
Il pendolare divertito"Scendo dal treno a Crema alle 18 puntuale con solo mezz’ora di ritardo, il sole è ancora alto; è una bella giornata e il mio appuntamento è salvo. Sono fiero ed orgoglioso, anche grazie al continuo impegno delle Ferrovie, di aver vissuto e partecipato, ad una vicenda (spero) fuori dal comune! Quel giorno, c’ero anch’io! Ma Ferrovie dello Stato, Trenitalia, e tutto il cocuzzaro…..saranno ugualmente orgogliosi?" Firmato: un pendolare divertito.
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